Testimonianze…revisioniste (antelitteram) !?!?

Testimonianze…revisioniste (antelitteram)

—————————————————————————- 

Wiesel Elie  ( ebreo internato in Auschwitz)premio Nobel(!) ,vivente.

Wiesel in Notte sono (p.78):

 “La scelta stava nelle nostre mani. Per una volta potevamo essere noi a decidere il nostro destino. Entrambi potevamo rimanere nell’ospedale, dove potevo, grazie al mio dottore, farlo entrare [il padre] come paziente o infermiere. Oppure potevamo seguire gli altri. ‘Bene, che facciamo, padre?’ Egli stava in silenzio. ‘Sfolliamo insieme agli altri’, gli dissi.”

***********************************************************************************************

Levi Primo,internato in Auschwitz , (ebreo sopravvissuto)

Nel libro di Levi , abbiamo le sue parole per il 17 Gennaio del 1945:

 “Non era una questione di ragionamento: anch’io avrei seguito probabilmente l’istinto del gregge se non mi fossi sentito così debole: la paura è supremamente contagiosa, e il suo effetto immediato è di indurre una persona a cercare di fuggire.”

                            

Ma qui si sta parlando di fuggire CON  i “nazisti”,non  DAI  “nazisti”!

NON c’è una spiegazione logica!

Si cancella ,anche, l’istinto di sopravvivenza!

 

Domande:

1) Perché il Levi parla di “paura”?

2) Di chi?

3) Di cosa?

Testimonianze…revisioniste (antelitteram) !?!?ultima modifica: 2008-05-13T09:18:31+02:00da erwinthule
Reposta per primo quest’articolo

28 pensieri su “Testimonianze…revisioniste (antelitteram) !?!?

  1. Salve!
    Non conoscevo i due internati che citate, come è possibile che scrivano quelle cose?
    Si stanno dando la zappa sui piedi da soli!
    Ribaltano tutto quello che dice la storia e gli altri testimoni.
    Non riesco a capire come si possa preferire di seguire i propri assassini,invece di aspettare la tanto attesa liberazione.
    Non è logico.

  2. A me non sembra poi così insensato, i malati potevano ragionevolmente pensare di essere uccisi, anziché lasciati nel campo in attesa dei Russi. Inoltre è vero che per istinto quando ci si trova in condizioni estreme si tende a seguire la massa.
    Piuttosto, nel libro di Wiesel “la notte” ci sono altre cose che non mi quadrano molto. Per esempio la scena delle centinaia di neonati che vengono gettati nelle fiamme a Birkenau, mi pare un po’ inverosimile. Mi chiedo da dove siano saltati fuori tutti quei neonati in una volta sola, ma, soprattutto, mi pare strano che i nazi abbiano messo in atto la cosa davanti agli occhi dei nuovi arrivati (il convoglio di Wiesel), quando imponevano il segreto ai Sonderkommando dei crematori. Poi, il viaggio da Auschwitz 1 a Monowitz: Wiesel parla di nove ore di cammino; Auschwitz 1 dista da Monowitz 7 km, tenendo conto che si era nella stagione calda, quindi non c’erano neve o ghiaccio, la durata è sproporzionata. Terzo punto, l’impiccagione del bambino. Una delle scene più d’effetto del libro è quella in cui viene descritta l’impiccagione di un ragazzino dodicenne. Levi e Wiesel erano nello stesso campo e le impiccagioni erano pubbliche, tutti i prigionieri erano obbligati ad assistervi, ma Levi nei suoi scritti non parla mai di questo episodio, che pure mi pare degno di nota. Perché? Infine, proprio sull’evacuazione del campo e sui malati rimasti in ospedale, Wiesel afferma: “scoprimmo che erano stati liberati dai Russi, due giorni dopo la nostra partenza”. Levi parla di dieci giorni trascorsi tra l’evacuazione e l’arrivo dei Russi.
    Comunque, “La notte” l’ho letto una sola volta, quindi potrei benissimo sbagliarmi o ricordarmi male, ma a me Wiesel non ispira molta fiducia come testimone, secondo me alcune cose sono state volutamente “pompate”, inoltre è troppo pro-israele: tutto ciò che fa Israele è giustificabile, loro sono i buoni senza colpa e gli altri i cattivi. Di Levi però mi fido, per me è sincero e sicuramente molto più autocritico.

  3. X Elisa.

    Le Sue considerazioni sono serie e frutto di vera lettura del testo,nulla da eccepire.

    Noi abbiamo messo in evidenza QUEL particolare aspetto SOLO perche è indicativo del fatto che gli internati ( gli ebrei wiesel e levi) avevano MENO paura delle SS che dei liberatori.

    SICURAMENTE perchè non era prevista alcuna GASAZIONE in quanto ebrei.

    Tutto il resto sono dettagli insignificanti.

  4. Erwin, lasciando da parte un attimo la questione centrale delle camere a gas, su tutti gli altri aspetti del lager (le condizioni di vita) voi ritenete che le testimonianze (anche quelle dei non ebrei) siano fondate oppure no? Questo è un aspetto del revisionismo che non ho ben chiaro.

  5. In linea di principio analizziamo le testimonianze in chiave indagatoria ( è una conseguenza logica delle montagne di inesattezze o mistificazioni raccontate ), ogni testimonianza è frutto di incroci incestuosi,si copiano a vicenda.
    Le stesse persone danno versioni differenti dello stesso fatto,in anni diversi.
    Guardi wiesel!
    Lui afferma (tra le altre “verità”) di essere se stesso nella classica foto di Buchenwald (i prigionieri nelle “lettiere”) dove lui sarebbe cerchiato di rosso. Quella foto è stata scattata il 16 Aprile,quando lui era in ospedale già da 3 GIORNI!Ed il campo liberato l’11 Aprile!

    Sulle condizioni di vita dei campi è necessario valutare sempre il periodo che si esamina ,chiaramente le condizioni del 1942 non erano le stesse del 1945 in Marzo o Aprile.
    Diciamo che tra le righe si intravedono strutture e dettagli sommersi da fantasticherie ed effetti scenici.

    Che abbiano goduto? No sicuramente.

  6. Analizzare le testimonianze è il compito si ogni ricercatore serio, che sia revisionista o no. Questo lavoro che dici, di prendere le testimonianze e ripuirle dalle inesattezze, l’ho visto fare anche da persone che pure allo sterminio credevano, questo perché è capitato che qualcuno iniziasse a testimoniare a 80 anni, quando ormai la memoria perde colpi ed è confusa, quindi capita che si confondano date o particolari simili. Poi, ci sono quelli che sono stati in qualche lager poco conosciuto e, per paura che la loro testimonianza venga considerata di serie b, dicono di essere stati ad Auschwitz, che magari non hanno mai visto. Ce n’era uno che diceva di essere stato nel giro di un mese ad Auschwitz, Mauthausen, Dachau e Buchenwald (i 4 generalmente più famosi), poi si è scoperto che il suo campo era Neuengamme, ma lui aveva paura che nessuno lo intervistasse perché quel lager non era abbastanza interessante. Il brutto è quando a esagerare è uno come Wiesel, che ha testimoniato tutta la vita e ha pure vinto il Nobel, e la mente ce l’ha bella fresca. Quella foto di Buchenwald l’ho già sentita rivendicare da tre o quattro testimoni diversi, e ognuno afferma di esserci dentro. Uno invece (Geloni, Il diario), afferma si tratti di una foto scattata a Dachau, e ovviamente c’era anche lui. Però queste inesattezze le evidenzia anche la ricerca sterminazionista, anzi le evidenziava, perché ormai una ricerca seria non esiste più, si fa solo commemorazione.
    Le camere a gas sono un bel problema. Non ne è rimasta in piedi una. Abbiamo la testimonianza di Rudolf Hoss, che però potrebbe anche essere stata estorta (conosciamo i metodi americani) e quelle dei superstiti dei Sonderkommando, che però pare siano per la maggior parte sionisti e dopo la liberazione fossero tutti in israele a ricoprire importanti cariche politiche. I testimoni con cui ho parlato non ne sapevano nulla (erano triangoli rossi mathausini), però dicevano che nel campo c’era questa “voce” che girava. Quindi, che siano esistite o no, nei campi se ne parlava già prima della liberazione. D’altra parte, se invece ci fossero state realmente, nessuno che le ha viste potrebbe raccontarcele. Ovviamente le mie opinioni non possono prescindere dal fatto che io credo nella buona fede dei testimoni, anche perché alcuni li ho conosciuti, mi sembravano brave persone e non mi sentirei di smentirli, se poi mi stavano prendendo in giro e non me ne sono accorta è un altro discorso (ma non credo).
    Non sono (purtroppo) una ricercatrice, ma sono dieci anni che mi interessano i lager e mi sono fatta un’idea da dilettante (anzi, quel termine che avete coniato voi, dilettanti allo sbaraglio, direi che mi calza a pennello).
    Ritengo che uno sterminio ci sia stato, se pure la cifra di 6 milioni di Ebrei mi paia esagerata, e ritengo anche che i nazi gli Ebrei volessero farli fuori, magari non con il gas, ma se morivano di freddo e di fame non era poi così male. Sono comunque propensa a credere, se pur con molti dubbi, all’esistenza di camere a gas, o a qualcosa di simile, il cui funzionamento concreto qualcuno ha interesse a tenere nascosto.
    Non ritengo assolutamente che i nazi abbiano fatto tutto da soli. Probabilmente avevano il sostegno, anche economico, degli Stati Uniti d’America e dei Sionisti. Non è forse tipico degli Americani finanziare stragi e poi presentarsi più tardi come i liberatori? L’hanno fatto con Saddam, e probabilmente anche con Bin Laden. Israele, poi ha potuto liberamente appropriarsi di una terra non sua massacrandone gli abitanti con le simpatie di tutto il mondo, solo grazie all’Olocausto. Lo stesso termine Olocausto significa sacrificio (= sacrifichiamo pure una bella fetta del nostro popolo, così poi in nome di quello che abbiamo passato, facciamo quello che vogliamo). E agli Americani fa tanto comodo avere uno Stato alleato in una terra ostile e piena di petrolio. In seguito si sono accorti della defaiance e hanno modificato il termine in Shoah, distruzione. C’è un testimone, Bettelheim, uno dei pochissimi rilasciati dal lager di Dachau. Dopo la liberazione si è rifugiato in America, e ha tentato di raccontare. Lo zittivano tutti, soprattutto lo zittivano alcuni ricchi rabbini, che a quanto pare sapevano tutto, anche quello che doveva ancora accadere. E qui in Italia, gli Ebrei filo sionisti, quelli che appartenevano alle famiglie più ricche e potenti (Carlo Levi, Natalia Ginzburg) guarda caso un lager non l’hanno mai visto.
    Conclusione. Olocausto: il braccio la Germania, il portafoglio l’America, la mente Israele. Hanno lasciato sterminare il loro stesso popolo in nome del potere e dei soldi. Forse la penso anche peggio di voi.

  7. La “confessione” di Hoess è notoriamente estorta con tortura,quindi INATTENDIBILE. In più contiene “errori” imperdonabili ,i 2.500.000 milioni di ebrei gasati sotto il suo comando,ed altre amenità.
    Dei sopravissuti olocaustici ,in vita, abbiamo l’ebreo shlomo venezia (preteso barbiere del krematorium 2-3) sostenuto dal comunista veltroni e dagli ebrei italiani in forze….Carlo Mattogno ne ha DEMOLITO anche le fondamenta.

    Il Suo “limite” è che “ritiene” sia avvenuto uno sterminio(parole Sue).Il giorno che digerirà che è tutta una TRUFFA……non lo riterrà più.

  8. Domanda spontanea, dopo una rapida scorsa al thread:
    perché non provare a leggere i libri di Levi?

    Altrimenti, come qui, si produce – auspico involontariamente – quello che la scuola parigina chiamava detournament (nel caso specifico, e usando parole semplici: si falsifica quanto detto da Levi estrapolando interpretando e commentando alla pisello di cane).

    Io lascerei l’argomento “revisionismo sull’olocausto ai pre-teenager, poi fate voi.

    Siamo serii, via.

  9. Signori, non ho voglia di sbattermi troppo. A qualsiasi livello di scolarizzazione, la fine dell’epopea di Primo (non la morte, sia ben chiaro, ma l’uscita “fisica” dal campo) è facilissimamente comprensibile. Ognuna delle pseudo-domande si risponde da sé:

    se qualcuno, leggendo i vostri deliri (senza offesa) avesse dubbi, lo invito a leggersi i libri di Levi.

    Tornando sul tema dell’olocausto, mi sembrate bambinetti. L’olocausto è un archetipo che non può essere messo in dubbio, siano esistite o meno le camere a gas, siano morti 6 milioni o 15 ebrei soltanto: questo perché è la più recente (e occidentale) dimostrazione della volontà (_provata_.. vedi Eichmann) di sterminare una parte della umanità (in quanto”capro espiatorio” – forse pure di valore psicologico, prima che economico o altro).

    Primo Levi pesava un cazzo e una banana, quando è uscito (quante erano le calorie pro capite per gli internati di etnia ebraica dall’inizio alla fine dell’esperienza dei lager???) ed era ammalato. L’evacuazione per lui avrebbe significato la morte (prematura) probabilmente (così è valso per altri, ammazzati dai tedeschi perché rallentavano la fuga) e dunque ha corso il rischio di attendere (ammalato) l’arrivo dei “”liberatori””, nonostante la volontà nazista (applicata) di eliminare le prove viventi nel campo (sentinelle sono rimaste dopo i bombardamenti e fino a poco prima dell’arrivo dei “liberatori”.

    Parlare così della shoah è come parlare della squadra di calcio del cuore che se perde l’arbitro è cornuto e sua moglie è un po’ zoccola, dai!

    (non riletto né corretto)

  10. Signor “uno”,
    quindi non abbiamo la sua interpretazione corretta del passo “incriminato” .
    Perche?

    Perche il preteso “olocausto” NON può essere messo in dubbio?
    Su quali ordini,pianificazione,armi di sterminio,numeri totali si può affermare che sia avvenuto ?
    Ci informi,vista la sua cultura?

    Eppure ci sono tanti ebrei che lo definiscono “industria” (dell’olocausto)… PERCHE ?

    Lei “ciurla nel manico”: LEVI avrebbe seguito i suoi “carnefici” piuttosto che aspettare i “liberatori”!
    Ciò si può affermare con assoluta certezza(leggendo il suo libro).
    Quindi di cosa ciancia ?

  11. Lavinia (spelendido nome), cianciare non mi si addice. Né però perder tempo a spiegare ovvietà.

    Ma, in ordine, ti rispondo:

    Il pezzo “citato” va contestualizzato prima di essere interpretato.

    Il paragrafo che vi ho dedicato prescindeva la vostra concezione di olocausto come mera questione di “quantità”: parlavo di archetipo, il quale non può essere messo in dubbio a prescindere dalle “quantità” (ad es) appunto in virtù dell’acclarata volontà.

    Padre Pio è pure una industria.. e allora?
    Il discorso storico (/filosofico) mira piuttosto a descrivere, interpretare e contestualizzare gli avvenimenti (in mancanza di spirito scientifico la storiografia – come dimostra quanto qui estrapolato da Levi, diventa mero aneddoto rigirabile a uso e consumo di chi preferisce). La “letteratura” di Pansa è un ottimo esempio di questo detournante modo di procedere (non che manchino esempi anche a sx, eh).

    Quello che ha fatto Levi e perché: come dicevo una minima scolarizzazione consente di cogliere senza dfficoltà i motivi per cui Levi ha preferito rimanere nella “infermeria” del campo di sterminio. Rileggere.

  12. Quindi:
    1) contestualizzi,indi ci illumini.
    2) la quantificazione non è dipesa dagli storici revisionisti ,ma dagli storici olosterminazionisti,ben 63 anni fa…quindi usiamo le carte fatte da “voi”…o vuol cambiare le regole durante il gioco?
    3)”padre” pio…chi se ne frega! Sempre “roba” semita.
    4) dei “discorsi storici” mi importa meno di altro,FATTI e PROVE sono la base della ricerca,il resto è “roba” da attori di avanspettacolo.Di Pansa non so cosa farmene.
    5)levi primo,ebreo,…lui NON ha preferito…..è rimasto LI’ SOLO perche non poteva camminare!Avrebbe seguito VOLENTIERISSIMO la massa dei detenuti,ANZICHE’ aspettare i “liberatori”….ma sa leggere?

    Ci arriva o le faccio un disegnino?
    Si faccia meno seghe scolastiche e si chiuda la cerniera del cervello.Qui non si ciurla nel manico,biskero!

    Qui ti scuoiano.

  13. 1)si legga i libri di Levi
    2)non ha capito quanto ho scritto
    3)Sostituisca Pio con Predappio, se preferisce
    4) Troppo sbattimento rispondere. Devo essere al lavoro per l’una.
    5)Io so leggere. Abitualmente quando approccio un libro parto da pagina uno, sa com’è, per non perdermi qualcosa della trama. Provi anche lei. Chiudo.

  14. Allo staff del sito: sarebbe preferibile che commenti insulsi e vuoti come quelli di uno fossero eliminati .Questi intrusi non aggiungono nulla alla discussione,se non esercizio meccanico di scrittura.Ritengo che questo spazio sia una manna per la possibilità di libera espressione,ma qui si rasenta il nulla assoluto.Abbiamo già letto altri grafomani simili.su questo forum,non ne servono altri.
    Andate avanti come solito e cancellate tali interventi.
    Un caro saluto.

  15. Mi pare una strada comoda, Francesca. Mi pareva infatti di notare che miei vecchi interventi simili (appena più educati) sono scomparsi da vecchii post.

    Insulsi? Peut etre. Fa strano che a un mio precedente insulso commento è seguito un post di tale sig. Erwin (credo) atto a limitare il valore della mia osservazione sull’ininfluenta del mero dato numerico delle morti nei campi, in luce dell’acclarata volontà di sterminio di una parte dell’umanità da parte nazista.

    Non ho ancora avuto risposta sul numero di calorie pro die riservate nei (vostri) “campi di lavoro” agli internati di etnia ebraica appunto in virtù dell’etnia di appartenenza.

    Pardon, questo è l’ultimo mio commento non richiesto, giuro.

  16. L’apporto calorico era diversificato a seconda del tipo dei prigionieri. Se non ricordo male per gli ebrei si aggirava intorno alle 600 kcal pro die, ovvero un apporto insufficiente per una persona “media”, tanto più se lavora fisicamente: una lenta condanna al deperimento organico e quindi alla morte.

    Sia per ciò che concerne questo che per ciò che concerne le dichiarazioni di Eichmann non appena avrò un poco di tempo vedrò di proporre le fonti (non in questo fine settimana, però).

  17. Visto che fa “ricerca” specifica:

    1) Mi citi DOVE si ORDINA di diversificare l’alimentazione degli internati,in funzione della appartenenza .

    2) Più che di Eichmann e delle sue dichiarazioni di Tel Aviv mi interessa conoscere le direttive IMPARTITE a lui e da lui impartite in merito. Chiaro?

  18. Salve al Forum.
    Leggo solo oggi il commento di tale “Uno”, del 31-07-2008. dove testualmente è scritto:

    …”in luce dell’acclarata volontà di sterminio di una parte dell’umanità da parte nazista”…

    Mi sorge una domanda: da dove si rileva la volontà di “sterminio” dei Tedeschi?

    Ovvero: qual’è la “traccia pratica ” seguita per sterminare “quella parte di umanità” ?

  19. Non capisco perche i “difensori” dell’olocausto si tirino SISTEMATICAMENTE indietro, quando vengono chiesti loro dei riferimenti pratici.
    Qualche elemento di prova a sostegno delle loro fantasie….

    E’ vero quanto scambiato tra noi,in privato ,caro Erwin, “quelli” spacciano le loro “desiderata” per Storia.

    Ti ringrazio del “grimaldello” che mi hai suggerito per mettere in crisi simili impostori.

Lascia un commento