Il Tribunale di Norimberga


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 Il Tribunale di Norimberga ed il suo  “regolamento”

 

Citiamo 2 articoli dello statuto di tale tribunale:

Articolo 19.

Il Tribunale non sarà legato dalle regole tecniche relative alle testimonianze. Esso adotterà e applicherà per quanto possibile, una procedura rapida e non formalista e ammetterà tutti quei mezzi che esso stimerà abbiano un valore probatorio.

Articolo 21.

Il Tribunale non dovrà chiedere prove di fatti di notorietà pubblica, ma li considererà come provati.Esso considererà ugualmente come prove autentiche i documenti e i rapporti ufficiali dei Governi delle Nazioni Unite, compresi quelli compilati dalle Commissioni costituite nei diversi paesi alleati per effettuare le inchieste sui crimini di guerra, come pure i processi verbali delle udienze e le decisioni dei Tribunali Militari o di altri Tribunali di qualsiasi delle Nazioni Unite.

Tratto da: http://www.centrodirittiumani.unipd.it/a_strumenti/pdfit/35002it.pdf

 

Citiamo un discorso del presidente degli USA,  John Kennedy ,su  tale Tribunale e il suo regolamento:

“La costituzione degli Stati Uniti, che non consente l’introduzione di leggi retroattive, non è una raccolta di parole soggette a libera interpretazione: é il fondamento della nostra giustizia. E’ cosa disgustosa che a Norimberga si sia venuto meno ai nostri principi costituzionali per punire un avversario sconfitto…Un processo tenuto dai vincitori a carico dei vinti non può essere imparziale perchè in esso prevale il bisogno di vendetta.

 E dove c’è vendetta non c’è giustizia.

 Nei processi di Norimberga noi accettammo la mentalità sovietica che antepone la politica alla giustizia, mentalità che nulla ha in comune con la tradizione anglosassone. Gettammo discredito sull’idea di giustizia, macchiammo la nostra costituzione e ci allontanammo da una tradizione che aveva attirato sulla nostra nazione il rispetto di tutto il mondo”.

John Kennedy ,da:  (Profiles un courahe, di John Kennedy, Ed Harper & Row, New York, 1956)

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Il Tribunale di Norimbergaultima modifica: 2009-02-23T17:49:41+01:00da erwinthule
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Un pensiero su “Il Tribunale di Norimberga

  1. Gerusalemme, 31/12/2008

    Gerusalemme (Terrasanta) – Non sono soltanto i maomettani (o gli induisti) ad odiare i cristiani. Dai francescani della Custodia di Terra Santa giunge notizia di un episodio
    vergognoso: alcuni frati che nella serata di giovedì stavano rientrando al convento della Flagellazione al termine di una celebrazione religiosa, sono stati aggrediti e bersagliati di sputi da un gruppo di fanatici ebrei. I francescani denunciano che episodi del genere, con cristiani vittime di aggressioni da parte di ebrei, sono purtroppo frequenti.
    Sconvolgente la testimonianza di padre Rosario Pierri, un frate docente presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.
    MANIFESTAZIONE. “Stavamo tornando dal Getsemani dove ci eravamo riuniti per celebrare il rinnovo dei voti – racconta il francescano -, dopo aver partecipato a una bella e serena celebrazione presieduta dal Custode. Al ritorno, lungo la strada, c’erano diversi gruppi di poliziotti che presidiavano la strada, mi riferisco al tratto che va dalla Porta dei Leoni in su, verso S. Salvatore. Noi tutti sappiamo che quando la polizia è dispiegata in questo modo è segno che è prevista una manifestazione di ebrei che attraversa il quartiere musulmano dove c’è il convento della Flagellazione. Sta di fatto che a una quindicina di metri dall’entrata della Flagellazione, cioè del convento dove
    risiedo, io e altri due frati veniamo bloccati da un poliziotto che ci dice di fermarci perché stanno per arrivare i manifestanti, gli dico che mancano pochi metri e togliamo il disturbo, ma lui suggerisce di fermarci”.
    DISGUSTO. “Roba da non credere. I manifestanti – continua padre Pierri – erano per lo più giovani, alcuni ragazzi, altri ragazzini, tutti, o almeno la maggior parte con riccioli alle tempie. Ad un tratto non si è capito più nulla. Mi spiace che a qualcuno, un po’ più sensibile di stomaco, la faccenda potrà generare il disgusto, ma abbiamo incominciato a sentire, via via che i manifestanti sfilavano, sempre più frequente, il caricamento dello sputo, sì, proprio così, il raschiamento della gola, a cui seguiva la concentrazione della miscela di muco e di saliva, il caricamento e la mira. Dapprima gli aspiranti cecchini, dopo averci lanciato uno sguardo di disprezzo, si sono limitati a
    sputare lungo la strada o, avvicinandosi, ai nostri piedi, poi qualcuno più ardimentoso, visto che erano in molti, addosso, e non uno”.
    OSATO REAGIRE. A quel punto il religioso ha cercato di far intervenire dei poliziotti che stazionavano a pochi passi da lì. Nei pressi del convento. “Nel mentre – ricorda il francescano – è arrivato l’eroe che mi ha sputato in faccia. Ho reagito e, parlando in italiano, devo avergli detto qualcosa come buffone o vigliacco o giù di lì. Se non gli ho detto così o anche peggio, è quello che penso. Probabilmente, colpito dalla reazione, chissà forse, ma è solo una supposizione, si aspettava che stessi lì a porgere l’altra guancia, o forse, dato che lo sputo era solo saliva e poco muco, infatti lo spruzzo è stato abbondante ma acquoso e gli occhiali mi sono serviti e come, è tornato alla carica, dopo aver ricaricato, sì, una seconda volta. Avevo osato reagire!”.
    RAGAZZATA. Il buon frate ha difeso dagli sputi il saio di san Francesco : “Ve lo dico? L’ho anticipato. Sì – ammette il bravo religioso -, confesso che l’ho anticipato”.
    Alla reazione del frate, qualche altro “figlio di David” è intervenuto a dar man forte al suo correligionario. “Ho ricevuto – continua padre Pierri -, cosa lieve, un calcio al braccio sinistro, non so come e non so da chi, né mi interessa”. Alla fine la polizia è intervenuta adducendo, come attenuante, che erano solo dei giovani. Roba da niente:
    basta pensare cosa succederebbe da noi se un gruppo di giovani cattolici sputasse in faccia a dei rabbini sotto gli occhi dei carabinieri! E la giustificazione dei poliziotti israeliani lascia il tempo che trova: “E’ un ritornello – spiega il frate aggredito -. A me è capitato di sentire e vedere, mentre passavo vestito da francescano quale sono,
    sputare in segno di disprezzo nell’area antistante al Muro del pianto e all’altezza della cosiddetta casa di Sharon, sempre da parte di giovani muniti di riccioli. Non c’è frate che sia vissuto in Terra Santa per qualche anno che non abbia fatto esperienza di incontri di questo tipo, e non solo con giovani”.
    PROTEZIONI. “Ciò che intendo denunciare – prosegue il frate – è essenzialmente questo. Se dei giovani sputano in questo modo e con questa arroganza e spavalderia anche alla presenza della polizia, vuol dire che hanno ricevuto un tale insegnamento dai loro maestri, se non dai loro padri, e godono di buone protezioni. Il fatto accaduto ha una chiara matrice pseudo-religiosa e il loro disprezzo è una manifestazione di odio. Ora provate a immaginare, se solo lontanamente qualcosa del genere fosse capitato a qualcuno dei manifestanti anche nel più remoto angolo della terra, cosa sarebbe successo nel mondo della comunicazione”.
    DIGNITA’. Certamente il francescano non ne fa una questione personale, capisce che quanto accaduto assume un significato che va ben oltre la sua persona. “Per dirla tutta – conclude -, io non ho alcuna pretesa di voler essere apprezzato o stimato per quello che sono, figuriamoci amato, uno è libero di disprezzarmi per quello che sono e per ciò che ai suoi occhi rappresento o posso rappresentare. Da qui a farmi sputare in faccia due volte senza reagire, purtroppo, ce ne passa ed è un mio limite”. O forse un pregio di chi difende la presenza cristiana in Terrasanta e, all’occorrenza, la dignità dell’abito che indossa.
    Last Updated ( Wednesday, 31 December 2008 17:59 )

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